L'odissea del colore in Pirò

Osservare le opere di Pirò è come percepire l’energia vibrante della natura, e in ciò questo pittore continua il messaggio impressionista.
Egli trae i motivi ispiratori del suo fantastico universo creativo da un attento sguardo alla vita principalmente del mare; come leit-motiv nei suoi quadri egli evidenzia vele-speranza spinte da forti venti su tempestosi mari punteggiati da gabbiani.
L’iconografia della vela, a volte, ha note religiose, come in Madonna del mare”, altre volte simboleggia invece delle bandiere.
Pirò narra anche con poetica romantica le vicende storiche di San Benedetto martire o l’attesa paziente sulla riva delle spose dei marinai, che ci ricordano le figure monolitiche dei “Malavoglia” di G. Verga.
Questo Artista, pur essendo un ottimo disegnatore, è innanzitutto un colorista che con la sua accesa gamma cromatica di gialli, rossi, blu, versi, crea un notevole movimento cosmico come il fauve Matisse. Si può parlare anche di affinità spirituale e artistica con Chagall e Klee. Infatti lo stile pittorico di questo talento marchigiano è come un sogno dell’anima, un tempo irreale; le sue atmosfere sono agravitazionali, egli compie viaggi interiori e coloristicamente ne tratteggia il linguaggio in spazio onirico, come nell'epica lotta nei cieli tra San Giorgio e il drago (tema trattato nella storia dell'arte da V. Carpaccio - 1502 - e dal Tintoretto - 1533). o nella giocosità di delfini e gabbiani sospesi fra astri e terra. Attraverso fome allegoriche che danzano in ritmo fiabesco, egli sembra condurre il fruitore a misteriose e siderali armonie, sintesi queste, di un dialogo - emozione che riesce ad intessere con i colori di un raggio di luce.

Giovanna Berretta